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venerdì 15 aprile 2011

I'm going Mad!

Salve a tutti, so che è un pò che il blog è rimasto solo soletto, privo di aggiornamenti, ma le cose si sono un pò evolute, da oggi sarò solo io (Sharon) a scrivere per voi, ed ecco di cosa vorrei parlarvi. Di recente nella mia scuola c'è stato il Mak-TT a cui io ho chiaramente partecipato, mi auguro di trovare delle foto da mostrarvi al più presto. Intanto sevo pensare a cosa andossare al Mak-TT di un' altro liceo che si terrà mercoledì!  Non essendo appunto organizzato dalla mia scuola ho pensato ad un look meno appariscente ma d' effetto. Sfortunatamente su Polyvore non sono stata in grado di trovare le stesse cose che indosserò fatta eccezione per la giacca, ma almeno potrete farvi un idea!



A breve avrete le foto di entrambi gli eventi.
I promise.
xoxo
S.

domenica 20 febbraio 2011

Stuck in the middle

Salve!
Pochi giorni fa,girando per Sorrento,io e Sharon ci siamo ritrovati a visitare un bellissimo mercatino dell'antiquariato.E li ho trovato quella bellissima sciarpa Moschino verde che indosso nelle foto.
La cosa più bella è che l'ho pagata solo 25 €!








Pullover: Pull and Bear
Camicia: Bershka
Jeans: Pull and Bear
Scarpe: Adidas Vespa
Sciarpa: Moschino vintage
Bag: Asos



mercoledì 16 febbraio 2011

St. Valentine's Day a little bit late!



Eccomi qui con il post che vi avevo promesso, un bell' outfit con dettagli in rosso per San Valentino! So che ciò che indosso non è esattamente "cheap" ma si tratta solo di un capo.
Ad ogni modo per la festa degli innamorati non ho fatto nulla di particolare, ho girato per mercatini Vintage e mi sono divertita con il mio ragazzo, nient'altro. Hope you like it!


 


Dettaglio della Giacca: risvolto rosso/magenta


Dettaglio con corallini del top.


Dettaglio borchie.



           Top: Vintage (Ashling)
Leggins: Alcott
               Shoes: Bought in London
    Pochette: Vintage
                               Blazer: Dolce & Gabbana A/I 2009

venerdì 21 gennaio 2011

10 Short Stories about fashion #3 - by Franca Sozzani.



Ecco un' altro episodio delle "10 Short Stories about Fashion" scritte da Anna Sozzani, la splendida direttrice di Vogue Italia, ribadisco che so che l' articolo è lungo, ma a qualsiasi vero fashionista deve conoscere anche la storia dei capi che indossa e che hanno fatto la storia.



La mantella esercita da sempre una magia e un misterioso fascino. A cominciare dalle favole per bambini in cui il principe azzurro arriva a cavallo di un bianco destriero e con un mantello azzurro. Ovviamente.

In tutti i percorsi storici della moda e del costume mantelle e mantelli di ogni tipo si sono alternati nell'abbigliamento di ogni popolo. Nell'epoca Vittoriana il mantello o le mantelline anche ricamate o con disegni paisley per le donnesi alternano a quelle nere e foderate di pellicciaper gli uomini.

Dall'inizio del 1910 la mantella conosce un momento di grande fulgorePaul Poiret è sicuramente uno dei primi sarti a cimentarsi nel cambio delle formee giocherà attorno alla cappa in modi diversi. Nel1911 ne fece una di velluto Batik con disegni e volute colorate in toni spenti tipici dell'epoca e finita con collo e polsi in pelliccia. Fu proprio Poiret a realizzare la prima mantella diispirazione etnica, chiamata appunto Tanger, nel1919. Nei primissimi anni '20 Estelle Winwood, un'attrice americana, viene ritratta in un abito di chiffon con cappa in tinta di Harry Collins.



Jeanne Lanvin
 ebbe una lunga tradizione nelle mantelle. Ne crea, nel 1926, una delle più belle, a forma di uovo, in velluto nero con bordi di pelliccia bianca e ricamo in perle rosa e argento, nel 1935 una in organza a diversi strati che formano come delle collarette che si vanno man mano allargando e rifinite con un ricamo. Nel 1937 ne realizza un'altra, lunga sino ai piedi, con un ricamosul dorso sempre in perle con motivi geometrici. Basterebbe guardare la Gazette du Bon Ton di quegli anni per trovarne diverse anche in pelliccia, sempre di Jeanne Lanvin.

Di Mainbocher resta famosa la mantella bianca con bordi di volpe argentata nel ritratto di Steichen. Siamo nel 1932. Sempre nella storia della fotografia e della moda, indimenticabile la mantella corta, trapuntata, rossa di Elsa Schiaparelli, fotografata dal Barone de Meyer, e il gruppo di modelle vestite con lunghe mantelle di raso, in puro stile ecclesiastico, ispirate ai quadri diGoya, di Charle James nella foto, del 1936, di Cecil Beaton. Nel 1934 Gilbert Adrian confeziona su misura per Joan Crawford una lunga mantella in oro con cappuccio.



Elsa Schiaparelli lavorò molto sulle forme delle cappe. Della sua serieAstrologie, negli anni '30, la mantella in raso rosa forte con ricamato il sole sul retro e la nuovissima Glass Cape, trasparente in Colcombet's Syntethic Rhodophane, un nuovo materiale sintetico all'avanguardia per quegli anni, che sono diventate negli anni un riferimento nella storia della moda.

Infinitamente eccentrica in quegli anni e famosa per le sue mantelle e i suoilook tanto stravaganti quanto misteriosi, resta unica e inimitabile la Marchesa Luisa CasatiPaul PoiretMariano FortunyErté la vestirono e lei fu la musadi tanti artisti. La sua lunga storia con Gabriele D'Annunzio la rese ancora più dark e inavvicinabile. Al guinzaglio, pantere o altri animali.

La mantella come capo scenografico e da gran sera trova ancora spazio nelle collezioni di Madame Grès nel 1947, soprattutto in una cappa grigia lunga sino ai piedi con bordi di pelliccia, e in una scintillante creazione di Balenciaga del 1948, lunga, azzurra in seta moire.

La drammaticità della mantella si perde pian piano negli anni '50, diventando un capo sofisticato come si può ammirare nella foto di Henry Clarke, nel 1955. Una piccola cappa di Balmain, in foca, indossata su abito aderente e stretto in vita da una cintura.

Sempre in quel periodo la mantella si trasformò in un accessorio romantico, come fu per Jacques Fath che fece nel 1955 una tripla mantella plissettata bianca portata su un abito da sera. In quegli anni la mantella fu sostituita dalle stole più o meno grandi e quasi sempre in pelliccia.

Negli anni '60 la mantella assume un'aria più di gioco, e con un'immagine giovane e disinvolta. Per Emilio Pucci, nel 1965, era coloratissima grande e leggera, con i suoi tipici disegni, con cappuccioLord&Taylor ne realizza una di broccato oro sempre con cappuccio nel 1966 e Yves Saint Laurent nel 1967crea una mantella di velluto nero con camicia con jabot e scarpe con fibbia in metallo argentato, mentre nel 1970 per lui la mantella è d'ispirazione marocchina e quindi di panno pesante con cappuccio e passamanerie tutt'intorno. Sempre Yves Saint Laurent realizzerà una mantella in lana per l'entrata diMarguerite Yourcenar all'Accademie Francaise nel 1981.



Per Emanuel Ungaro, nel 1969 la mantella è in sangallo con grandi palline da ping pong sempre in passamaneria, portata con shorts assortiti e reggiseno in metallo. Stupenda la foto di Bert Stern così come quella di Gianpaolo Barbiericon Mirella Petteni avvolta in una mantella di Lancetti negli anni '70 o quella di Jane Birkin in mantella e shorts di Luba scattata da Lichfield nel 1971.

Pierre Cardin
, nel 1970, disegna delle mantelle in tweed di jersey o a disegni jacquard, che avvolgono la testa scoprendo solo l'ovale del viso. Biba realizzamantelline in pelliccia e Walter Albini in lana nera. Nel 1976 inizia tutto ilperiodo etnico chic e Parkinson è il fotografo del momento. Iman viene più volte fotografata da lui in viaggi in oriente con bellissime mantelle bianche.

Con l'inizio degli anni '80 le mantelle restano solo nelle collezioni deglistilisti giapponesi come Rei Kawakubo per Comme des Garçons o Yohji Yamamoto. Ritornano negli anni '90 in poche collezioni. Giorgio Armani ne crea per la sera di velluto e seta, così come nell'Alta Moda John Galliano e Jean Paul Gaultier.

Appaiono qua e là sporadicamente in qualche collezione, come nell'ultima fatta da Alexander McQueen, ricca e ricamata, o in quella di qualche giovane stilista come Erdem.

Le mantelle hanno fascino e lasciano muoverei il corpo più liberamente. Sonofemminili e affascinanti. Come in tutti i giochi della moda ritorneranno. Prima o poi.



Credits by Franca Sozzani.


Speriamo abbiate apprezzato il post.
xoxo
S&L



martedì 18 gennaio 2011

10 Short Stories about fashion #2 - by Franca Sozzani.

Ciao a tutti, siamo già alla seconda puntata di "10 Short Stories about fashion" scritte da Anna Sozzani, la rispettabile direttrice di Vogue Italia. Ci tengo nuovamente a ribadire che una volta tanto pubblichiamo un articolo del genere perchè un pò di storia della moda, se si è davvero appassionati non guasta, ma soprattutto aiuta a rivalutare dei capi altrimenti sottovalutati e/o disprezzati. Ecco a voi:


Negli anni '20 un ballo molto in voga, ilCharleston, diede il nome ad un tipo di abito fatto tutto di frange che si muovevano con il movimento del corpo, lasciando scoperte le gambe. Abiti ricamati o fatti con scialli invasero tutta l'alta società americana ed europea.

Erano gli anni Fitzgerald. Moltissime le attrici di allora che in quegli anni indossarono questo tipo di abiti, sia lunghi che corti. Da Gertrude Lawrence e Olive Borden nel 1925-27 a Joan Crawfordin un abito bianco con frange alle maniche e tutto attorno al corpo nel 1932, a Claudette Colbert in un abito lungo da cocktail nel 1935.

Gli stilisti del periodo sono Worth, che fece nel1927 un abito tutto di canutiglie argentee completamente a frange, e Vionnet, con abiti a grandi disegni floreali con lunghe frange nel 1924.

Elvis Presley ne fece la sua uniforme negli anni'50, con le sue famose giacche di pelle, creando una schiera di seguaci nel mondo intero. Nasce sempre all'inizio dei '50 (fine anni '40) il movimento degli Hell's Angels rigorosamente vestiti con giacconi e guanti con frange e sempre accompagnati da Harley Davidson.



Rita Hayworth
, nel 1952,  si fece notare con un abito tutto di frange ricamate con paillettes e due anni prima, Gilbert Adrian, costumista, aveva realizzato un abito di sole frange per un'altra star. Erano il trend delle dive eleganti e sensuali. L'ultimo a trattare le frange con l'allure delle dive sarà Valentino, proprio negli anni '60, con un poncho rosso con lunghe frange indossato su pantaloni.

Già nel '60, però, le frange assumono un'influenza da indiani d'AmericaYves Saint Laurent si ispira invece all'Africa e nel 1967 crea due abiti African con le frange di paglia su abiti a rete e con ricami in legno e perline, e riprenderà il tema frange nello stesso anno per un cappotto in visone. Twiggy,Jane ShrimptonPenelope Tree, così come Sonny Bono e Cher, indossavano frequentemente giacche e abiti in camoscio con frange, sempre in stile indio-americano. Cher, poi, ne fece quasi un suo stile utilizzando le frange da giorno e da sera.

Negli anni '70 le frange appaiono sempre più comunemente sui giornali di moda e vengono fotografate dai più grandi fotografi: da Lichfield a Bert Stern, daDavid Bailey a Richard Avedon, da Helmut Newton a Irving Penn, a Barry Lattegan.

Proprio all'inizio degli anni '70 nasce il movimento Hippy e il camoscio e le frange a Carnaby Street si sprecano così come da Biba, seppure con ispirazione più decò. Bill Gibb inventò abiti gipsy, patchwork con frange e Martine Gruberfece i primi poncho con cappuccio e frange. Twiggy stessa si fece confezionare da Bill Gibb pantaloni e giacca di camoscio ricamati e con frange per il suo debutto al Royal Festival Hall Concert nel 1976.



Sempre negli anni '70, Jacques Cassia si fa conoscere con un due pezzi con gonna in vinile a frange e reggiseno in alluminio anodizzato. La moda contamina anche il mondo della musica, come Ringo Starr con la moglie Maureen Cox e Tina Turner in concerto al New York City Felt Forum, con un mini abito di lori Lazaar.

Nel 1980 Stephen Sprouse lancia le maglie con le frange e Giorgio di Sant'Angelo gli abiti di chiffon larghi, coloratissimi e con strisce di tessuto a formare un tripudio di frange, Claude Montana lavora moltissimo la pelle sia con ricami che con borchie che con frange. Sempre in quel periodo lo stileRalph Lauren è caratterizzato da gonne, pantaloni, giacche, cappotti lunghi e abiti di camoscio, tutti con frange.

Nel 1987 Azzedine Alaia disegna per Tina Turner un abito a frange fatte di perle. Sarà fotografato da Peter Lindbergh per Vogue Italia e da Vogue America. Due anni dopo Christian Lacroix farà un abito scultura, realizzando una giacca con ricami e frange come i cordoni delle tende e i pantaloni di sole frangefatte di corda.

Giorgio Armani, sin dalla fine degli anni '80, fa sfilare le modelle con grandi scialli ricamati, fantasie e lunghe frange, oltre ad abiti da sera lunghi. Proprio nel 1990 Dolce & Gabbana realizzano una gonna lunga e un top tutto ricamato con cristalli a formare delle corte frange. Sarà indossato da Linda Evangelista e fotografato da Steven Meisel.

Dalla metà degli anni '90 Jean Paul Gaultier crea intere collezioni a tema frange, sia per abiti che cappotti in pelle. Sempre in quegli anni, John Galliano dedica un'intera collezione alle Squaw e poi alla Cina, sempre con l'uso di frange, anche se di origini diverse.

Nella primavera del 2007 nasce il tormentone frange, che prendono però anche una connotazione da cow girlPrada propone una cortissima tunica fatta completamente di frange, oltre che soprabiti, pochette e borse. E diventa iltrend della stagione, nello stesso anno in cui Roberto Cavalli fa sfilare un abito di frange realizzate in perle di vetro. Dopo soli tre anni ha riproposto quest'anno una collezione di sole frange.

Inestinguibili frange. In un modo o nell'altro, tornano sempre.



Credits by Franca Sozzani

xoxo
S&L